Cristiano Leone, presidente della Fondazione Santa Maria della Scala e ideatore della mostra, commenta con gratitudine: “Si tratta del riconoscimento di un’operazione artistica complessa, colta nel suo punto più delicato: la capacità di instaurare un dialogo profondo con lo spazio, la memoria e la stratificazione simbolica di uno dei luoghi più emblematici della storia culturale europea”. E invita chi ancora non l’abbia fatto a visitare la mostra nei suoi ultimi giorni di apertura (terminerà l’11 gennaio 2026), ricordando come i riscontri siano stati ampi e trasversali, dal Financial Times alla stampa italiana, passando per storici dell’arte e specialisti.

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